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“Alimentazione e Nutrizione in parole”: nuova edizione del Glossario FeSIN

di Alice Spampinato

Dire che le parole siano importanti sembra un’affermazione scontata. Eppure, spesso, è proprio ciò che appare molto evidente a venire sottovalutato, proprio perché considerato ovvio. Si tende a considerare il linguaggio come semplice mezzo di trasmissione di informazioni, uno strumento chiaro e condiviso di cui servirsi per descrivere una realtà già data, ma le parole non raccontano la realtà: la costruiscono, la definiscono e la modellano incessantemente. Ogni parola rimanda ad un significato stabilito, ma porta con sé una storia, un uso sociale e un carico culturale che possono sfumarne l’interpretazione, creando incertezza. Quando si parla di salute, alimentazione e nutrizione, ci si trova in un ambito in cui linguaggio scientifico, medico, mediatico e quotidiano si intersecano continuamente, ed è in questa sovrapposizione che nasce l’ambiguità: lo stesso termine può indicare situazioni ed esperienze diverse a discrezione di chi lo pronuncia e della sua storia, del contesto in cui viene utilizzato o dell’esperienza di chi lo ascolta.

Termini apparentemente condivisi, come “fame”, “intolleranza” o “nutrizione”, possono assumere significati differenti, e questo rischia di rappresentare un ostacolo, generando incomprensioni che si ripercuotono sia sulla comunicazione tra comunità scientifica e comunità cittadina, che sulla coordinazione interna della comunità scientifica stessa, entrambe necessarie per un adeguato approccio alla cura e alla tutela della salute. Individuare un confine tra normalità e patologia, tra necessità e scelta, tra cura e stile di vita è particolarmente complesso. Quando si tratta di alimentazione e nutrizione, la mancanza di chiarezza comunicativa rischia di ridurre la distanza tra disagio e preferenza, di sottovalutare situazioni complicate o, addirittura, di attribuire responsabilità personali dove esistono condizioni biologiche. In questi casi, l’ambiguità del linguaggio diventa un fattore capace di influire sulla percezione personale e sociale, sul riconoscimento dei bisogni e sul diritto di accesso alle cure.

Alimentazione e nutrizione sono ambiti che appartengono all’esperienza biologica, ma che attraversano anche la dimensione culturale, relazionale e simbolica. Qui, le parole che vengono impiegate non rimangono nella sfera dell’informazione o dell’intervento clinico ma sfiorano il corpo, l’identità, le abitudini e la quotidianità. All’interno del semplice rapporto tra medico e paziente, un linguaggio non sufficientemente preciso ha il potere di produrre una frattura tra l’esperienza portata e la spiegazione che ne viene offerta. Quando il paziente non può avvalersi di parole sicure per spiegare in modo inequivocabile la propria condizione e il professionista non dispone di concetti altrettanto sicuri per comprenderla e definirla, il rischio è quello di diagnosi tardive o fuorvianti, privando il paziente della possibilità di porre interrogativi e di riconoscere effettivamente le proprie necessità.

Per questo, l’aggiornamento del Glossario FeSIN (Federazione delle Società Italiane di Nutrizione) “Alimentazione e Nutrizione in parole” rappresenta un passo fondamentale, ma soprattutto pubblico, visibile e concreto, nel cammino verso una gestione più consapevole di questi temi, sia da parte della comunità scientifica che da parte della comunità nella sua totalità. La costruzione di un linguaggio il più possibile condiviso rappresenta la risposta al tentativo di creare uno spazio comune in cui incontrarsi sapendo, il più possibile, di poter comunicare riferendosi agli stessi concetti. In questa direzione, il Glossario si è prefissato di individuare una definizione univoca per termini ancora soggetti ad ambivalenza, ma anche di fornire spiegazioni accessibili, proponendosi così come punto di riferimento per tutta la comunità. La nuova edizione del Glossario, inoltre, illumina concetti che ancora vengono confusi e accoglie la modifica di alcuni termini, nonché l’introduzione di vocaboli che si riferiscono a concetti propri della contemporaneità.

In un sistema sanitario progressivamente più complesso e specializzato, la costruzione di un linguaggio condiviso si rivela una condizione necessaria per i professionisti della salute, aprendo la possibilità di comunicare in modo realmente efficace tra discipline diverse, evitando incomprensioni e costruendo percorsi reciprocamente rispettosi ma coerenti. La non arbitrarietà del linguaggio dell’alimentazione e della nutrizione riguarda chiunque si confronti con informazioni sulla nutrizione e condiziona il discorso pubblico, anche alla luce della convinzione che la salute sia uno stato stabile e la malattia un’eccezione.

La realtà è che ciò che oggi è un’eccezione potrebbe diventare la normalità, e che anche chi oggi non ne ha bisogno potrebbe trovarsi a dover comprendere parole nuove, termini tecnici, concetti complessi. Avere un linguaggio condiviso e accessibile significa potersi affidare ad un patrimonio comune di significati, capace di orientare verso la ricerca di risposte e di lasciare la libertà di scegliere consapevolmente come agire. La salute non va intesa unicamente come assenza di malattia, ma come stato di equilibrio da preservare attraverso la prevenzione. In questo senso, il Glossario FeSIN rappresenta un importante dispositivo sociale, capace di garantire il diritto ad un’adeguata informazione e quindi il diritto alla salute.

I termini impiegati nel linguaggio contribuiscono a costruire il modo in cui i fenomeni vengono compresi, interpretati, vissuti e affrontati. In ambiti come quello della nutrizione, in cui linguaggio scientifico e linguaggio quotidiano si sovrappongono costantemente, una terminologia condivisa e sicura consente di partecipare alle decisioni e di non subire passivamente i percorsi di cura. Attribuire definizioni specifiche non significa chiudere i termini in descrizioni statiche, ma limitare le ambivalenze, consapevoli che le parole cambiano insieme alla realtà che viviamo. L’aggiornamento del Glossario è quindi un impegno continuo a rinegoziare e chiarire le parole, trasformando l’ascolto in comprensione e il dialogo nella costruzione di un percorso di fiducia.